É stato revocato il decreto di espulsione della giovane donna peruviana che aveva denunciato il compagno per le violenze subite durante il lockdown.
Peruviana espulsa dopo aver denunciato
le violenze in quarantena: e' stato revocato il provvedimento.
É stato revocato il decreto di
espulsione della giovane donna peruviana che aveva denunciato il compagno per
le violenze subite durante il lockdown. Sul caso, denunciato dall'associazione
Differenza Donna e dalla senatrice Valeria Valente, presidente della
commissione femminicidio, era stato chiesto l'intervento della ministra
dell'Interno Luciana Lamorgese.
«Il nostro appello alla ministra
Lamorgese, sostenuto anche dalla senatrice Valente, non è stato vano ed esprimo
soddisfazione per l’intervenuta revoca del provvedimento di espulsione,
indicativa della necessità costante da parte dei centri antiviolenza di
mantenere alta la guardia e garantire che gli obblighi di protezione e sostegno
alle donne vittime di violenza non rimangano lettera morta», commenta Elisa
Ercoli, presidente dell’Associazione Differenza Donna.
La peruviana di 24 anni il 12
maggio aveva presentato una denuncia al commissariato Casilino di Roma nei
confronti del compagno e convivente per le violenze subite. É stata costretta
ad andare al pronto soccorso del policlinico Casilino per le ferite. Il
commissariato l'ha poi messa in contatto con il centro antiviolenza Sisenna
gestito dall’Associazione Differenza Donna. Due giorni dopo il prefetto aveva
decretato l’espulsione della donna dall'Italia. Un provvedimento «in aperta
violazione con gli obblighi imposti dalla Convenzione di Istanbul che impongono
di non avviare procedure di espulsione o di sospendere quelle in atto nei
confronti delle donne che hanno subito violenza di genere», aveva sottolineato
l'associazione nel chiedere l'intervento della Lamorgese.
Il caso della donna peruviana
finisce in Parlamento, espulsa dopo le violenze in quarantena
Le avvocate Ilaria Boiano e
Cristina Laura Cecchini, che assistono la donna per il suo status di migrante
irregolare, ritengono «fondamentale approntare con urgenza una formazione
capillare delle forze dell’ordine in tema di risposta alle donne migranti senza
permesso di soggiorno che chiedono aiuto, poiché sono diffuse prassi su tutto
il territorio che di fatto ostacolano l’accesso alla giustizia delle donne
straniere».
«La vicenda di questa giovane
donna racchiude in sé tutti i gravi problemi che le donne, migranti e non,
affrontano quando vivono in una situazione di violenza, problemi che durante
l’emergenza sanitaria si sono aggravati», aggiunge l’avvocata Teresa Manente,
responsabile dell’ufficio legale dell’Associazione e che assiste la giovane
peruviana in sede penale. «Le violenze che la donna ha subito si sono
esacerbate proprio durante le misure del lockdown, a seguito del quale ha perso
il lavoro ed è rimasta priva di alternative alla convivenza con il
maltrattante. Inoltre, nessuna misura di
protezione come l’arresto in flagranza o l’allontanamento urgente è stata
adottata all’esito dell’intervento delle forze dell’ordine, nonostante i segni
delle percosse fossero evidenti nell’immediatezza dei fatti».
Le vittime irregolari. Su 55
donne che si sono rivolte al centro antiviolenza di Differenza Donna tra
gennaio 2018 e ottobre 2019, venti
avevano ricevuto provvedimento di espulsione dopo aver denunciato le
violenze. Diciotto avevano subito oltre ai maltrattamenti anche le minacce: se
si fossero rivolte alle forze dell'ordine, il partner le avrebbe denunciate
perché irregolari.
«Il caso della giovane peruviana
ci dimostra che l'accesso alla giustizia è possibilie in sicurezza e protezione
per tutte le donne, a prescindere dallo status giuridico sul territorio
italiano, come è ribadito dalla Convenzione di Istanbul e dalla direttiva
europea sulle vittime di reato», spiega l'avvocatessa Ilaria Boiano.
«I diritti
fondamentali sono garantiti anche a chi non ha il permesso di soggiorno. Un
problema che interessa anche altri paesi dove si sta conducendo un'azione di
sensibilizzazione delle autorità perché non sia preclusa a nessuno la
possibilità di fare accesso alla giustizia. Sappiamo bene che molte donne
straniere da regolari diventano irregolari proprio a causa dei maltrattamenti.
I partner violenti impediscono loro di completare la procedura di
ricongiungimento e cosi non si vedono rinnovato il permesso di soggiorno».
É stato revocato il decreto di espulsione della giovane donna peruviana che aveva denunciato il compagno per le violenze subite durante il lockdown.
Reviewed by ACLE
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dicembre 03, 2020
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